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Giuda Nicolosi, intervista sul rapporto musica-quarantena

Musica durante la quarantena

Nonostante l’Italia si sia fermata durante il periodo del lockdown a non farlo è stata la musica. L’arte che crea e produce, infatti, è andata avanti nonostante tutto. Tanti sono stati gli artisti che hanno colto questa occasione per dedicarsi con maggiore passione ai loro lavori. Tra questi c’è anche il cantautore milanese Giuda Nicolosi, che, intervistato, ha voluto tirare le somme dei suoi mesi di reclusione forzata.

Questo il contenuto della chiacchierata.

Ciao Giuda, ti va di raccontarci come hai vissuto durante il periodo in cui sei stato lontano dal palco?

Scrivendo molto e cercando di usare i social per cercare di sopperire a questa mancanza, anche se devo ammettere che non sia stata la stessa cosa.

In che modo la quarantena ti ha aiutato a scrivere più canzoni?

Ad aiutarmi è stata sicuramente la possibilità di staccare dal mio tran tran quotidiano. Il relax che ne è scaturito mi ha permesso di riflettere su tanti argomenti che si sono poi trasformati in oggetto delle mie prossime canzoni.

Credi che la musica sia stata utile per risollevare lo spirito mentre si era chiusi in casa?

Assolutamente sì. Credo che sia stata indispensabile e che non ci sia stato un altro modo di essere rimasti ottimisti se non quello di respirare questa arte quotidianamente in attesa di un futuro più roseo.

A proposito del futuro, temi che la gente abbia paura di tornare ai concerti?

Penso di no. Dopotutto non è la prima volta che l’umanità affronta una pandemia e probabilmente non sarà neanche l’ultima. Il mio pensiero, che è anche una speranza, è che la voglia di vivere e l’amore di tutti nei confronti della musica possa trionfare sulla paura.

Ti è capitato di partecipare a dei live via streaming? Qual è la differenza con quelli dal vivo?

Sì certo, anche io ho partecipato a dei live via streaming. Nonostante lo scetticismo iniziale devo ammettere che molti sono stati organizzati in maniera del tutto professionale con tanto di luci e strumentazioni degne dei più grandi show dal vivo. La differenza con questi ultimi è solo nel contatto con il pubblico in carne e ossa: il calore della folla, il cantare all’unisono le canzoni e l’atmosfera che si respira prima e dopo il concerto non potranno mai essere sostituiti da uno schermo.

Stai già pensando alla tua prossima esibizione live?  Se sì, quando potremmo tornare ad ascoltarti dal vivo?

Non vedo l’ora di tornare a esibirmi su un vero palco. Sebbene io spero di riuscire a farlo per il prossimo autunno, credo sia più probabile per l’inverno. La grande attesa sarà ripagata dallo show al quale sto già pensando. Stay tuned!

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