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Come diventare paroliere, alcune dritte da Giuda Nicolosi

Come diventare paroliere

Scrivere una canzone è un processo differente da quello di diventare paroliere. Le due procedure, per quanto simili, non si accomunano per un importante elemento: se nel primo caso potrebbe trattarsi di un qualcosa di sporadico, il paroliere scrive invece testi per professione.

Saper creare un testo musicale partendo dalla lingua italiana è più difficile di quanto si possa pensare: tutti i brani che conosciamo hanno dietro quei pochi minuti di ascolto un arduo lavoro che a volte dura mesi, se non anni. Va da sé, quindi, che diventare paroliere e perseguire questa carriera non è semplice come si potrebbe pensare.

Quali sono i requisiti che dovrebbe avere un paroliere? Ce li spiega il cantautore Giuda Nicolosi, che ha deciso di mettere a disposizione la sua personale formazione per tutti coloro che si affacciano ora nel mondo della musica.

Diventare paroliere, come lavorare

Per quanto scontato, è bene ricordarlo, per diventare paroliere bisogna conoscere molto bene la lingua italiana o comunque il gergo con cui si vuole comunicare al pubblico. In base all’audience di riferimento del brano che si andrà a scrivere, infatti, bisognerà utilizzare un linguaggio piuttosto che un altro. Nel caso del rap, ad esempio, bisognerà conoscere uno stile più gergale per riuscire a parlare a un determinato target di riferimento, così come il lessico romantico e poetico si presta più indicato per un brano cantautoriale.

Giuda Nicolosi: “Rompete gli schemi”

Probabilmente fuori dai soliti consigli che si danno a chi intende diventare paroliere, Giuda Nicolosi ne offre uno decisamente innovativo: rompere gli schemi. Come ha egli stesso ricordato, alcuni dei più grandi capolavori della musica italiana ma non solo presentano al loro interno dei testi con degli errori appositamente commessi dall’autore.

Come anticipato all’inizio, produrre una singola canzone non significa diventare paroliere. Per potersi definire tale, infatti, è necessario produrre decine e decine di brani. Una volta raggiunto questo traguardo, sarà possibile affacciarsi a editori e case discografiche nella speranza di essere notati e apprezzati. Anche in questo caso Giuda Nicolosi offre il suo consiglio: “Preparatevi una lista di editori e case discografiche, scrivete una breve presentazione in cui indicate il genere musicale al quale più aspirate e mandate un’email”.

Un’altra alternativa, più ‘moderna’, è quella di scrivere le stesse cose, in maniera più sintetica, sui propri canali social, nell’attesa e nella speranza che il telefono squilli per fissare il tanto atteso appuntamento. Cos’altro aggiungere? Ah, sì! In bocca al lupo!

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